Pro-Kin
Inserito il 24 Ago 2007.
PEDANA MOBILE ELETTRONICA
Pro-kin

Il sistema Pro kin è un sistema alternativo in grado di cambiare sostanzialmente l'approccio riabilitativo, cercando di associare soluzioni tecnologiche avanzate con la funzionalità meccanica della classica tavoletta propriocettiva proposta da Freeman e Wyke.
Il sistema è costituito essenzialmente da una scheda di acquisizione dati in grado di tradurre elettronicamente tutti i minimi spostamenti angolari compiuti da una sofisticata pedana mobile. Quando il paziente muove con l’arto in appoggio la pedana mobile, la scheda di acquisizione invia i dati di ogni singolo movimento direttamente al personal computer il quale li elabora e permette di visualizzare sul monitor un tracciato strettamente relazionato al movimento della pedana mobile.



Il risultato ottenuto è di grande utilità sia per il paziente che per l'operatore: il paziente può disporre di un continuo feedback visivo, informazione che manca nella classica tavoletta propriocettiva, che gli consente di stabilire un rapporto di confronto tra ciò che “sente” a livello cinestesico, cioè relativo a una sensazione collegata al movimento, e ciò che realmente produce motoriamente. In sostanza il paziente è in grado di ricostruire gradualmente la corretta mappa delle sensazioni propriocettive, ovvero quelle sensazioni che informano il paziente sulla posizione del proprio corpo e delle sue parti.
Le principali modalità di utilizzo del sistema Pro-kin sono le seguenti:



· Utilizzo monopodalico in stazione seduta
· Esercizi in stazione eretta con o senza l’utilizzo della superficie d’appoggio
· Esercizi con o senza l’aiuto degli arti superiori
· Esercizi ad occhi aperti e chiusi
· Esercizi per il controllo posturale del tronco
Gli evidenti vantaggi che l'utilizzo di Pro Kin offre sia al paziente che all'operatore, sono:
· Valutare e mirare l'intervento riabilitativo
Potendo visualizzare sul monitor del computer l’interazione paziente-pedana mobile, l'operatore può facilmente evidenziare anomalie funzionali, il controllo posturale del tronco in stazione seduta o ancora, il mantenimento della stazione eretta in condizioni di instabilità progressiva.
· Valutare la sensibilità propriocettiva
Il sistema Pro-Kin è in grado di fornire una valutazione oggettiva della sensibilità propriocettiva, intesa come valutazione della percezione che il soggetto ha del proprio atto motorio.
La valutazione della sensibilità propriocettiva permette al terapista di capire se il paziente recupera gradualmente la percezione del proprio movimento; grazie a queste periodiche valutazioni il terapista può decidere di modificare il suo intervento riabilitativo.
· Modificare la resistenza attiva della pedana mobile
La resistenza attiva della pedana mobile può essere modificata grazie ad un sistema di pistoni oleodinamici. Questo consente al terapista di introdurre anche un lavoro muscolare, modificabile in funzione del carico di lavoro richiesto.
Tale resistenza attiva può essere modificata settorialmente, permettendo un intervento diversificato in relazione alle specifiche necessità d’intervento.
· Intervenire con esercizi a carico programmato
Per dare progressione all'intervento riabilitativo, è opportuno fornire al paziente indicazioni precise riguardanti il carico articolare. Il sistema Pro Kin permette di programmare un intervento riabilitativo a carico progressivo, molto utile soprattutto nella fase acuta post-traumatica, in cui non si vuole caricare eccessivamente le articolazioni ed accentuare eventuali stati infiammatori.
La Pedana Mobile Elettronica trova essenzialmente quattro principali applicazioni:
1. Riabilitazione Post-Traumatica, sia per il recupero di semplici distorsioni legamentose,
con relativa instabilità capsulo-legamentosa, che per traumi di entità più seria.
2. Riabilitazione neurosensoriale o psicomotoria, per i soggetti che hanno fondamentalmente una difficoltà nell'organizzazione motoria dovuta essenzialmente a carenze percettive di natura cinestesica e/o ad una incapacità nell'elaborare i dati provenienti dal canale visivo.
3. Neuroriabilitazione in età geriatria, in pazienti affetti da emiplegia potenziando ed ampliando enormemente l'esercizio terapeutico.
4. Prevenzione in ambito sportivo, evitando possibili recidive di infortuni che possono prolungare ulteriormente l'inattività dell'atleta.
LA PROPRIOCETTIVITA’
La propriocezione (dal latino proprius, appartenere a se stesso) è definita come il senso di posizione e di movimento degli arti e del corpo che si ha indipendentemente dalla vista.

La capacità propriocettiva è una particolare sensibilità, grazie alla quale l'organismo ha la percezione di sé in rapporto al mondo esterno. Infatti, non sono solo la vista, l'udito o il tatto a informare come si posiziona il corpo nella realtà, ma la sensibilità propriocettiva che permette di sentire il movimento di un braccio o di una gamba anche quando gli occhi sono chiusi e consente al corpo di muoversi al meglio. Dopo un trauma (distorsioni articolari, ad esempio) o si è in una condizione psicologica particolare, si può perdere tale sensibilità: la rete di comunicazione tra sistema nervoso centrale e muscoli va in tilt; le risposte non sono più adeguate. Esistono però esercizi che riescono a ripristinare o a sviluppare la propriocettività, per regalare al corpo prestazioni sempre più efficienti.
La teoria dei propriocettori di Sherrington
I propriocettori sono terminazioni nervose che inviano informazioni al sistema nervoso. La loro funzione principale è di fornire informazioni di retroazione sui movimenti propri dell'organismo, in altre parole di segnalare, istante per istante, quali siano i movimenti che l'organismo stesso sta compiendo.
Affinché si produca un movimento corretto è necessario che il corpo reagisca opportunamente a stimoli di forza e pressione che si hanno durante il moto. Esistono dei propriocettori che inviano informazioni su come sta avvenendo il moto ai centri cerebrali superiori in modo da correggerlo o mantenerlo.
I propriocettori sono presenti in muscoli, articolazioni e tendini e sono diversi a seconda della sede:
- FUSI NEUROMUSCOLARI
- ORGANI TENDINEI DEL GOLGI
- RECETTORI DELLE CAPSULE ARTICOLARI (sensibili alla flesso estensione delle medesime)
- RECETTORI CUTANEI (Ruffini, Merkel ecc..)
La propriocezione assume un'importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento e dell’equilibrio.
L'equilibrio
È l'esempio più evidente dello scopo dei propriocettori. È il risultato dei continui aggiustamenti sull'apparato locomotore che sono possibili grazie alle informazioni dei propriocettori. Poiché il piede è la parte del corpo a maggior densità di informazioni propriocettive (parte anteriore del tallone, testa dei metatarsi, sotto l'alluce e muscoli lombricali), le differenti pressioni nella parte del piede attivano il meccanismo di controllo che ha lo scopo di mantenere stabile il baricentro.
L'equilibrio, infatti, si mantiene con lo spostamento ripetuto di masse (segmenti corporei) originate da continue azioni involontarie e coordinate di contrazione e rilassamento della muscolatura, in modo da correggere continuamente la posizione del baricentro.
Le esercitazioni propriocettive possono essere impiegate nei vari campi delle attività motorie ed in particolare: nella rieducazione, nella prevenzione e nell'allenamento.
Rieducazione post-traumatica
In particolare nel recupero delle lesioni del piede e del ginocchio, il metodo di lavoro propriocettivo è indispensabile per ripristinare gli analoghi riflessi, al fine di riattivare tutti i canali informativi interrotti dall'infortunio.
Per intensificare ulteriormente l'effetto allenante è possibile eseguire gli esercizi ad occhi chiusi per "disturbare" i sistemi d'informazione dell'equilibrio, costringendo così il soggetto ad essere più sensibile ai canali d'informazione rimasti operanti.
Per ridurre i rischi d'incidenti, è importante che ogni arto abbia un'attività posturale stabile anche durante le fasi d'ammortizzazione senza che si possano creare scompensi e quindi perdita di controllo motorio.
Lo scopo delle esercitazioni preventive deve essere quello di rendere più rapido ed automatico il controllo della muscolatura in considerazione del fatto che durante il gioco si possono sviluppare azioni imprevedibili e talvolta violente.
Prevenzione degli infortuni dell'arto inferiore
Gli esercizi propriocettivi devono essere svolti, soprattutto, da tutti quegli atleti che praticano un'attività sportiva nella quale il salto è una componente primaria (pallavolo, pallacanestro, calcio, pallamano ecc.).
Gli esercizi propriocettivi di prevenzione, basati sulla progressiva capacità di resistere agli squilibri, danno la possibilità di un appoggio del piede sempre corretto, stimolando la muscolatura in modo da evitare delle contrazioni isolate, sollecitando gruppi o combinazioni di gruppi muscolari. La ripetizione dell'esercizio fa acquistare sicurezza, rapidità e precisione al gesto.
Allenamento sportivo
Per le discipline nelle quali è indispensabile un gran senso dell'equilibrio o del controllo assoluto del gesto tecnico (sci, pattinaggio, karatè, judo, ecc.), la sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale.
L'allenamento deve essere basato su esercitazioni che inducono la muscolatura a reagire utilizzando il pieno funzionamento di tutte le aree d'informazione, affinché ci sia una corrispondente ed appropriata risposta motoria alla nuova situazione posturale
Eventuali info al sito www.tecnobody.it


