Trattamento dei disturbi cranio-mandibolari

 

L’Articolazione Temporo-Mandibolare  (A.T.M.) mette in relazione la mandibola al cranio permettendo, con la sua mobilità, l’apertura e la chiusura della bocca.

Annesse alla mandibola vi sono strutture muscolo-tendinee, vascolari e nervose, che insieme concorrono alle funzioni di masticazione, deglutizione e fonazione.

 

 

 

I disturbi specifici dell’ATM, singoli o associati fra loro, sono facilmente percepibili dal paziente:

  • Scrosci o dolori nella regione vicina all’orecchio durante l’apertura/chiusura della bocca
  • Apertura della bocca non simmetrica
  • Difficoltà alla masticazione/deglutizione/fonazione
   

Gli effetti di una malocclusione spesso si esprimono a distanza dalla mandibola, sommandosi ad altre disfunzioni presenti nell’organismo, e si manifestano come:

  • Emicranie/cefalee
  • Dolori all’occhio
  • Irritazioni del nervo trigemino
  • Dolori cervicali
  • Ronzii e sensazione di oppressione all’orecchio
  • Disturbi della postura
 

 
Molto importante, nella valutazione di tali problemi, è la diagnosi differenziale con altre patologie, motivo per cui ci si avvale della collaborazione del medico (disturbi della circolazione sanguigna, nevriti virali, difetti di suzione nel neonato…) e del dentista (problemi ai denti, patologie della bocca).
   

 

L’approccio osteopatico consiste nel

-riequilibrare, mediante manovre manuali, la muscolatura che muove la mandibola
-ricollocare il menisco articolare presente fra mandibola e osso temporale del cranio
-simmetrizzare le strutture adiacenti (vertebre cervicali, lingua, osso ioide)
-simmetrizzare il rachide

- proporre degli esercizi di coordinazione muscolare, per migliorare l'effetto terapeutico ed evitare ricadute

 

Le sedute durano 20-30 minuti, sono a cadenza settimanale, da un minimo di 2 ad un massimo di 6.

 

 

 

 

 

 

ESEMPIO di singolo trattamento:

Pz con dolori trigeminali, specie ramo I e ramo II (bruciori dall'arcata zigomatica fino alla rdice del naso; dal pilastro frontale fino a tutta la zona sovraorbitaria). Presenza in anamnesi di trattamenti ortodontici ripetuti.

Sintomi cervicali sottonucali contemporanei ai disturbi del viso.

 

 

 

 

 

 

Apertura della bocca: limitata, asimmetrica, con laterodeviazione destra

 

 

 

 

 

 

Dopo una singola seduta, l'apertura della bocca: maggiore in senso assoluto, simmetrica

 

 

 

In collaborazione con il medico odontoiatra, può essere utile il posizionamento di un apparecchio siliconato/vitreo, chiamato “bite” o "placca funzionale", per mantenere rilassata l’occlusione dopo l'approccio manuale osteopatico, specie nei forti digrignatori

Solitamente il bite viene portato di notte, a seconda dei casi dai 3 ai 6 mesi.

 

 

 

Sei un odontoiatra? Scarica il file in allegato "informativa odontoiatri ATM" per conoscere le indicazioni al trattamento e le linee guida nel trattamento dei disturbi cranio-mandibolari.

Per approfondire l'approccio osteopatico ai disturbi del corpo: http://www.fisiopoint.org/osteopatia